C'è una contraddizione che per anni abbiamo accettato senza farci troppe domande: insegnavamo l'accessibilità in lezioni che una parte dei nostri studenti non poteva seguire bene. Video senza sottotitoli affidabili, un player che si usava solo col mouse, contrasti decisi dal tema della piattaforma e non da noi. Nel 2026 abbiamo chiuso quella contraddizione spostando tutti i corsi di CorsoUX su Eduspera, una piattaforma e-learning progettata dall'inizio attorno all'accessibilità.
Questo articolo spiega perché l'abbiamo fatto, cosa fa concretamente la piattaforma e cosa cambia per chi studia con noi. Se ti interessa il tema anche come designer, troverai qualche spunto su come si costruisce un prodotto digitale in cui l'accessibilità non è un'aggiunta ma una regola di progetto.
Cosa imparerai leggendo:
- Perché una scuola di UX non può permettersi una piattaforma inaccessibile
- Cosa significa davvero "piattaforma e-learning accessibile" (oltre al bollino)
- Cosa fa Eduspera per chi studia: sottotitoli, trascrizioni, tastiera, screen reader, preferenze personali
- Come funziona il punteggio di accessibilità che la piattaforma assegna a ogni corso
- Cosa cambia nella pratica per gli studenti di CorsoUX
Perché una scuola di UX deve essere accessibile per prima
In Europa più di una persona su cinque convive con una disabilità o una condizione che cambia il modo in cui usa un'interfaccia: vista ridotta, ipoacusia, dislessia, difficoltà motorie, disturbi dell'attenzione. Tra chi si iscrive a un corso di UX design queste persone ci sono, e spesso sono proprio quelle più motivate a imparare a progettare meglio, perché i prodotti mal fatti li incontrano ogni giorno.
Per una scuola che insegna le WCAG 2.2 e che spiega agli studenti come comportarsi con il daltonismo, ospitare le lezioni su una piattaforma che non rispetta quelle stesse regole è un problema di credibilità prima ancora che di legge. Non puoi chiedere a un designer di curare il focus da tastiera se poi il tuo player si naviga solo col mouse.
C'è poi un secondo motivo, più pratico: dal 28 giugno 2025 l'European Accessibility Act si applica ai servizi digitali venduti nell'Unione Europea, e-learning compreso. Chi vende corsi online ha gli stessi obblighi di un e-commerce. Ne abbiamo scritto nella guida alla legge sull'accessibilità dei siti web: il quadro è chiaro e la direzione è una sola.
Cosa vuol dire "piattaforma accessibile" (e cosa non vuol dire)
La maggior parte delle piattaforme e-learning dichiara di essere accessibile. In pratica significa che qualcuno ha installato un widget che ingrandisce il testo e cambia i colori, oppure che esiste un documento di conformità scritto una volta e mai aggiornato. L'esperienza di uno studente cieco o sordo, però, resta quella di un prodotto pensato per altri.
Una piattaforma accessibile per davvero si riconosce da quattro cose:
- Lo standard è un requisito di prodotto, non una pagina legale. Ogni schermata rispetta le WCAG 2.2 livello AA e ogni rilascio viene verificato prima di andare online.
- I contenuti arrivano già accessibili: sottotitoli e trascrizione nascono insieme al video, il testo alternativo delle immagini è obbligatorio quando si crea la lezione, non un campo facoltativo che nessuno compila.
- Chi studia può adattare l'interfaccia senza chiedere il permesso: dimensione del testo, spaziatura, contrasto, font per la dislessia, e le scelte lo seguono in tutti i corsi.
- Chi insegna viene misurato: la piattaforma dice al docente, prima della pubblicazione, dove il suo corso esclude qualcuno.
Eduspera è stata costruita su questi quattro punti. Non è un LMS generalista a cui è stato aggiunto un modulo "accessibilità": è una piattaforma e-learning accessibile in cui la conformità WCAG 2.2 AA è trattata come un test che il prodotto deve superare a ogni modifica.
Cosa fa Eduspera per chi studia
Vediamo cosa trova uno studente di CorsoUX quando apre una lezione.
Video con sottotitoli e trascrizione
Ogni video caricato riceve sottotitoli generati automaticamente, che il docente può correggere prima della pubblicazione. Sotto al player c'è la trascrizione completa, cercabile: utile a chi non sente, ma anche a chi studia sui mezzi senza cuffie o vuole ritrovare un passaggio preciso senza riguardare venti minuti di video. Il player si controlla interamente da tastiera.
Screen reader e navigazione da tastiera
Tutta la piattaforma si usa senza mouse, con un ordine di focus coerente e un indicatore di focus sempre visibile. Gli screen reader più diffusi (NVDA su Windows, VoiceOver su Mac e iPhone) leggono correttamente struttura, pulsanti e stati. Quando consegni un esercizio e il docente lo approva o lo rimanda, il cambio di stato viene annunciato allo screen reader, non solo mostrato con un colore.
Preferenze di lettura personali
Dalla barra degli strumenti ogni studente può cambiare dimensione del testo, interlinea, spaziatura tra lettere e parole, contrasto e famiglia di caratteri, incluso un font progettato per la dislessia. Le preferenze sono legate alla persona, non al corso: le imposti una volta e le ritrovi in tutte le lezioni.
Immagini con testo alternativo
Nelle lezioni testuali ogni immagine ha un testo alternativo, perché il builder non permette di pubblicare senza. Per un corso di UX, dove le immagini sono wireframe, flussi e schermate, questo è il punto in cui molte piattaforme falliscono in silenzio.
Esigenze dichiarate, non indovinate
Chi vuole può dichiarare le proprie esigenze di accessibilità in modo riservato, con consenso esplicito e nel rispetto del GDPR. La piattaforma suggerisce gli strumenti utili e il docente sa, in forma aggregata, quante persone nel corso hanno bisogno di cosa. Nessuna impostazione viene applicata automaticamente: la scelta resta a chi studia.
Il punteggio di accessibilità di ogni corso
La parte più interessante per chi, come noi, insegna design, è quella che non si vede dal lato studente. Eduspera assegna a ogni corso un punteggio di accessibilità da 0 a 100 calcolato su tre segnali misurabili:
| Segnale | Peso | Cosa misura |
|---|---|---|
| Sottotitoli | 40 punti | Quota di lezioni video con sottotitoli pronti |
| Testo alternativo | 40 punti | Quota di immagini con testo alternativo non vuoto |
| Contrasto | 20 punti | Il colore primario del brand deve raggiungere 4,5:1 su bianco o nero |
Il punteggio funziona come un semaforo: verde si pubblica, giallo c'è qualcosa da sistemare, rosso il corso resta bloccato finché il problema non viene risolto. Ogni voce del punteggio porta direttamente alla lezione da correggere. Per un docente è lo stesso meccanismo che un buon team di prodotto usa con i test automatici: il problema emerge prima di arrivare all'utente, non dopo.
Per noi di CorsoUX è stato anche un esame. Il primo punteggio di alcuni corsi storici non era verde: video importati da anni prima senza sottotitoli, immagini di esercizi con alt vuoto. Il punteggio li ha fatti emergere subito e li stiamo sistemando uno per uno. Se insegni l'accessibilità e la tua piattaforma ti costringe a praticarla, è una buona notizia.
Cosa cambia per chi studia con CorsoUX
In concreto, per chi è iscritto o si iscrive a un corso UX:
- Le lezioni si seguono anche senza audio, con sottotitoli e trascrizione.
- Si naviga tutto da tastiera o con uno screen reader, esercizi e consegne compresi.
- Si può rendere il testo più grande, più spaziato o in un font per la dislessia una volta sola, per tutti i corsi.
- Le notifiche sulle correzioni arrivano in un formato leggibile da qualsiasi tecnologia assistiva.
- Chi ha esigenze specifiche può dichiararle in modo riservato e ricevere suggerimenti mirati.
E c'è un cambiamento meno visibile ma, crediamo, più importante: studi UX dentro un prodotto che applica le regole che stai imparando. Quando nel corso parliamo di ordine di focus, di contrasto o di testo alternativo, puoi verificare sulla piattaforma stessa come dovrebbero funzionare.
Perché è anche una lezione di UX
La scelta di una piattaforma è, in piccolo, una decisione di design. Abbiamo scartato strumenti più noti perché l'accessibilità, lì, era un livello aggiunto sopra un prodotto nato per altro. Abbiamo scelto Eduspera perché il vincolo era nel fondamento: lo standard verificato a ogni rilascio, i contenuti accessibili di default, il docente misurato prima della pubblicazione.
È la stessa logica che insegniamo ai nostri studenti: l'accessibilità costa poco se la decidi all'inizio e moltissimo se la rincorri alla fine. Vale per un'app bancaria, per un e-commerce e anche per una scuola di UX design.
Domande frequenti
I corsi di CorsoUX sono conformi alle WCAG 2.2? La piattaforma che li ospita, Eduspera, tratta la conformità WCAG 2.2 livello AA come requisito di prodotto, verificato a ogni rilascio. I contenuti dei corsi hanno un punteggio di accessibilità pubblico per il docente, che deve essere verde prima della pubblicazione.
Posso seguire le lezioni senza audio? Sì. Ogni video ha sottotitoli e una trascrizione completa consultabile sotto al player.
Uso uno screen reader: riesco a consegnare gli esercizi? Sì. Caricamento, consegna e stato della correzione sono utilizzabili da tastiera e annunciati allo screen reader. Se incontri un ostacolo, scrivici e lo risolviamo con il team di Eduspera.
Ho la dislessia: posso cambiare il font? Sì. Dalla barra degli strumenti puoi scegliere un font pensato per la dislessia, aumentare interlinea e spaziatura, e la preferenza resta attiva in tutti i corsi.
Devo dichiarare la mia disabilità per avere questi strumenti? No. Gli strumenti sono disponibili a tutti. La dichiarazione delle esigenze è facoltativa, riservata e serve solo a ricevere suggerimenti più mirati.
Prossimi passi
Se vuoi vedere come funziona, la pagina accessibilità di CorsoUX riassume gli strumenti disponibili agli studenti, e la pagina dedicata di Eduspera spiega nel dettaglio il punteggio e le regole che la piattaforma impone a sé stessa. Se invece vuoi imparare a progettare prodotti che superino quello stesso esame, il Corso UX Design Completo dedica all'accessibilità un modulo intero, con esercizi corretti da un mentor.



