Il rapporto tra UX e stimoli sonori, una sinergia affascinante
Le esperienze dei concerti live sono tornate a rappresentare, dopo diverso tempo, una delle principali fonti di introiti per gli artisti di tutti i generi.
Li si può quindi definire, a ragione, un punto di riferimento anche per chi vuole iniziare a lavorare nella musica, ma dietro le quinte.
Gli esperti di UX possono trovare posto in questo settore e dare il proprio contributo a momenti speciali come le esibizioni dal vivo di grandi artisti? Assolutamente sì!
Per capire come, è necessario partire dalle basi e ricordare che, quando si nomina l’UX designer, si inquadra un professionista che ha il compito di rendere il più fluida e gradevole possibile l’esperienza che l’utente ha con un prodotto digitale.
Accanto ai prodotti digitali, nella nostra vita hanno un ruolo cruciale anche le esperienze immersive come i concerti, che possono essere rese ancora più d’impatto grazie all’intervento di professionisti come gli UX sound designer.
Il loro know how può risultare prezioso anche come ponte fra il passato e il presente. Questo sito di casino in diretta ha pubblicato un articolo sui locali di musica indie più popolari in UK: si tratta di veri e propri templi della musica, luoghi da salvare che, grazie a quelle implementazioni tecnologiche che rendono indimenticabile l’interazione con il suono, potrebbero vivere una seconda era d’oro dopo il periodo degli anni ‘60-’70.
Vediamo nel dettaglio quali sono i risultati che, con le sue competenze, l’esperto in UX può raggiungere in contesti di questo tipo.
Design sonoro: i suoi capisaldi
Quando l’UX è applicata all’interazione degli utenti con il suono, bisogna tenere in considerazione i seguenti macro obiettivi:
- Coerenza: questo risultato va perseguito sia quando si parla di stile, sia quando si parla di volume.
- Massima chiarezza.
- Integrazione con gli altri stimoli sensoriali presenti durante il concerto: si apre qui il capitolo della collaborazione costante con professionisti come i tecnici delle luci.
- Rilevanza: ogni stimolo sonoro deve avere il suo scopo (questo vale soprattutto nei casi in cui il sound designer che ha studiato UX opera in contesti come gli eventi, dalle sfilate alle convention aziendali).
Nel caso della musica, il sound designer che ha competenze di UX può aiutare tantissimo a migliorare l’immagine dell’artista, valorizzando, per esempio, gli arrangiamenti dei pezzi.
Come lavora, invece, lo stesso professionista quando l’esperienza riguarda un prodotto digitale? Scopriamolo assieme.
Sound design e prodotti digitali: quando le competenze in UX cambiano le carte in tavola
Considerabile ormai come la quarta dimensione dell’esperienza che l’utente ha di un brand, lo stimolo sonoro dovrebbe, nel momento in cui si parla di fruizione di prodotti digitali, essere perfettamente regolabile e personalizzabile.
Essenziale è pure la semplicità: entra in questo caso in gioco quello che, a ragione, si può definire l’intuizione geniale, ossia la capacità, in un istante o poco più, di raccogliere i dettagli principali dell’essenza del brand senza rendere l’interazione con lo stimolo sonoro eccessivamente intrusiva.
UX sound designer ed elettrodomestici intelligenti: uno sbocco con tante promesse per il futuro
Quando si decide di unire le competenze di sound design con quelle di UX, non si può non considerare un altro sbocco promettente: quello del lavoro sul miglioramento dell’esperienza quotidiana con gli elettrodomestici intelligenti, sempre più presenti nella nostra vita quotidiana.
Prodotti come i frigoriferi smart, che possono essere gestiti da remoto controllando consumi e dettagli come le scorte disponibili, restituiscono all’utente dei feedback sonori che devono essere progettati tenendo conto di percezione immediata, chiarezza e coerenza con i valori del brand.